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PARTITO NAZIONALE FASCISTA (PNF) Nel 1921 il movimento dei fasci di combattimento, sorto nel marzo 1919, si trasformò in partito. In base al primo statuto erano organi dirigenti il consiglio nazionale, il comitato centrale, la direzione e la segreteria generale. Presso la segreteria generale esisteva un ispettorato generale delle squadre di combattimento le quali dipendevano politicamente dal direttorio di ogni fascio e disciplinarmente dal proprio comandante. Lo statuto del 1923 manteneva l'organizzazione dei fasci in federazioni provinciali e fissava quali organi dirigenti il gran consiglio del fascismo (la cui prima riunione ufficiale, nella quale furono creati anche i primi nuclei della milizia, era stata tenuta il 12 gennaio 1923), il direttorio nazionale e il consiglio nazionale. Il gran consiglio, organo supremo presieduto dal duce, doveva fissare le direttive dell'azione del partito. Con l. 9 dic. 1928, n. 2693, integrata dalla l. 14 dic. 1929, n. 2099, il gran consiglio fu trasformato in organo dello Stato. Il r.d.l 14 dic. 1929, n. 2100 portava modifiche alla legge n. 2693 del 1928 e stabiliva norme per l'ordinamento del partito nazionale fascista. Seguì pertanto un nuovo statuto, approvato con r.d. 20 dic. 1929, n. 2137, in base al quale gli organi del partito erano i direttorio nazionale, il consiglio nazionale, i direttori federali, i direttori dei fasci di combattimento. Il segretario del partito presiedeva all'attività del direttorio nazionale e della segreteria politica, fissava le norme per il funzionamento degli uffici così ripartiti: segreteria politica, segreteria amministrativa, stampa e propaganda, ufficio sindacale, ispezioni e controllo, associazioni dipendenti dal partito, GUF (gruppi universitari fascisti), fasci femminili, professori e assistenti universitari, ufficio sportivo, dopolavoro, associazione famiglie dei caduti fascisti, ufficio storico, archivio. Con un nuovo statuto, approvato con r.d. 17 nov. 1932, n. 1456, il partito ampliava la sua struttura: aumentavano numericamente i gerarchi, agli organi collegiali si aggiungevano il direttorio del GUF, la consulta del gruppo rionale, la consulta della sottosezione. Agli uffici già dipendenti dal direttorio nazionale si aggiungevano: i fasci giovanili di combattimento, le associazioni fasciste (scuola, pubblico impiego, ferrovie dello Stato, postelegrafonici, addetti alle aziende industriali dello Stato), il CONI (comitato olimpico nazionale italiano) che ebbe riconoscimento giuridico con d.m. 26 nov. 1934, e l'opera nazionale dopolavoro, che era stata istituita con r.d.l. 10 mag. 1925, n. 582. Questi ultimi due enti erano alle dirette dipendenze del segretario del PNF. In base allo statuto approvato con r.d. 28 apr. 1938, n. 513, l'elenco delle organizzazioni del PNF risultava ulteriormente accresciuto: GIL (gioventù italiana del littorio) istituita con r.d.l. 27 ott. 1937, n. 1839, unione nazionale ufficiali in congedo, lega navale italiana. Dipendevano direttamente dal partito: unione nazionale fascista del senato, istituto nazionale di cultura fascista, associazione nazionale volontari di guerra, federazione nazionale arditi d'Italia, federazione nazionale volontari garibaldini, associazioni d'arma, comitato nazionale forestale, ente radio rurale. Il segretario del partito con r.d.l. 11 genn. 1937, n. 4, assunse il titolo e le funzioni di ministro segretario. di Stato; egli era anche segretario del gran consiglio del fascismo, faceva parte della commissione suprema di difesa, del consiglio nazionale delle corporazioni, del comitato corporativo centrale, del comitato permanente del grano, del consiglio superiore dell'educazione nazionale; era infine segretario del GUF e comandante generale della GIL. Parte degli enti che facevano capo al PNF dipendevano direttamente dal capo del governo. Ulteriori modifiche e ampliamenti furono apportati con r.d. 17 feb. 1941, n. 69, sia in relazione agli enti considerati organizzazioni del partito, sia in relazione a quelli dipendenti dal partito. Il partito nazionale fascista fu soppresso con r.d.l. 2 ago. 1943, n. 704. [Tratto dal Sistema Guida Generale degli Archivi di Stato Italiani]

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